Economia

La Norvegia è il paese con l’indice di sviluppo umano più alto del mondo. Il PIL procapite della Norvegia nel 2010 era di 84.444$, cioè il secondo al mondo; questo grazie alla notevole espansione economica degli ultimi anni dovuta alla produzione di energia idroelettrica, allo sfruttamento dei giacimenti petroliferi del Mare del Nord e all’esportazione di materie prime quali legno (dalle numerose foreste), pesce e minerali.

Si tratta innanzitutto di un’economia foraggera, caratterizzata dalla produzione del latte e dei suoi derivati (burro, formaggi etc.) praticata in piccole aziende a economia intensiva in cui si compensa l’alea del clima e la necessità di usare razze bovine sufficientemente resistenti con una tecnica progreditissima di allevamento del bestiame. Tuttavia, molto utilizzati sono anche gli ovini e i suini per via della buona produzione di lana e carne.

Le coltivazioni, destinate soprattutto all’alimentazione del bestiame (orzo ed avena), occupano solo il 2,5% della superficie totale norvegese. Tuttavia, se da una parte la superficie coltivata o tenuta a pascolo non raggiunge il 3% della superficie totale, dall’altra è vero che la foresta occupa più di un quarto della superficie del paese, costituendo una fonte di risorse sfruttate nell’industria della carta e del legno.

Però la foresta norvegese è disposta in lingue di bosco lungo i versanti ripidi dei fiordi, e ciò la rende molto più difficile da sfruttare di quella svedese. Infine, il trasporto del legname è assai difficoltoso per la conformazione del territorio: perciò viene effettuato in genere via mare, tranne che nel sud del paese.

Fonte: Wikipedia

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