Oslo, la colta di Norvegia

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La fortezza di Akershus, Oslo © Nancy Bundt – Visit Norway

La fortezza di Akershus, Oslo © Nancy Bundt – Visit Norway

La fortezza di Akershus si specchia nelle acque dense del porto. Il simbolo di Oslo è lì, sull’altura che sovrasta la baia, guardiano fedele dell’insenatura Skagerrak dal 1299. Fu Hakon V, re di Norvegia, a ordinarne la costruzione per difendersi dagli attacchi svedesi che venivano dal mare. E a trasformare gli insediamenti circostanti in una vera e propria capitale.

Le origini di Oslo risalgono infatti al 1048 quando un altro re, Harald Hardrade, fondò la città. Nuovi studi archeologici hanno però portato alla luce reperti funerari cristiani precedenti l’anno mille. Così, per non sbagliare, Oslo ha celebrato il suo secondo millennio nel Duemila.

Incerto è anche il significato del nome: per alcuni studiosi è il “campo degli dei”, per altri la “città sotto le colline” che la circondano con folti boschi. E dai quali, oggi, svetta il trampolino di sci di salto Holmenkollen.

Nel XIV secolo servirono da rifugio per chi scappava dalla peste che colpì la Norvegia. La nazione scandinava, indebolita, si unì alla Danimarca che ne decise politica e difesa. Poi, nel 1624, la capitale fu distrutta da un terribile incendio e solo grazie al re Cristiano IV tornò al suo splendore e venne ribattezzata Christania.

Due secoli dopo, l’alleanza con la Danimarca fu sciolta, ma la Svezia decise di annetterla sino al 1905 quando la Norvegia riconquistò l’autonomia, come il nome originale, vent’anni più tardi.

Oggi Oslo è considerata la città più bella della Scandinavia. I suoi cinquecento mila abitanti godono di un alto standard di vita, grazie alla politica del governo centrale, ma anche grazie a una atmosfera frizzante, giovane e cosmopolita. E ricca di cultura.

Karl Johans Street, Oslo © Nancy Bundt – Visit Norway

Qui si trovano sessanta musei che racchiudono la storia e le tradizioni di un intero Paese. Una delle principali attrattive è la Galleria Nazionale che ospita il ritrovato Urlo di Munch.

Un’altra è il museo Vigeland dedicato al famoso scultore che ha reso immortale l’omonimo parco alla periferia di Oslo. Poi ci sono i musei del Cinema, della Resistenza, della Scienza e Tecnologia, delle Telecomunicazioni, dell’Infanzia e persino quello della Birra che qui scorre a fiumi.

Imperdibile è il museo del Folklore norvegese, il più grande all’aperto di tutta la nazione. Ospita 140 edifici di ogni parte del paese scandinavo, quasi tutti del XVII e XVIII secolo. Sono stati smontati, trasportati e ricostruiti qui, in mezzo ai grandi sentieri verdi, dove sorgono vecchi granai e fattorie dal legno grezzo, sormontate da tetti d’erba con fiori selvatici.

C’è anche la riproduzione di una città norvegese dei primi anni del XX secolo, chiamata Gamlebyen, con un negozio del periodo e un vecchio distributore di benzina. D’estate i visitatori possono rubare i segreti della tessitura e della lavorazione di terracotta. Ma ciò che lascia sena fiato è la chiesa in legno costruita a Gol nel 1200.

Nella sala espositiva, proprio vicino all’ingresso, diverse mostre raccontano il folklore norvegese, ospitano giocattoli in legno intagliati, mostrano abiti da cerimonia per battesimi, matrimoni e funerali, ed espongono attrezzi domestici e contadini.

Una caratteristica della cultura norvegese sono le chiese di legno, costruite nei secoli XII e XIII, dopo la cristianizzazione del regno. Delle oltre 2000 ne sono rimaste solo 28. Ma sono stati conservati i portali con incisioni di notevole bellezza artistica. Oggi si trovano al Museo Storico, dove si può ammirare anche la Collezione Nazionale di Antichità con monete del periodo vichingo, gioielli e ornamenti.

Nonostante sia considerata una delle città più care del mondo, Oslo offre una vasta scelta di sistemazioni e locali di ogni tipo e costo. La maggior parte si trovano vicino alla Karl Johans Gate. La via principale parte dalla stazione e arriva sino alla collina, dove sorge il palazzo reale. Dal pennone, la bandiera norvegese sventola nel cielo trasparente della capitale.

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