Sognefjord, il fiordo più lungo della Norvegia

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Sognefjord © Jens Henrik Nybo www.visitnorway.com

Sognefjord © Jens Henrik Nybo www.visitnorway.com

La scia del traghetto si allunga nel Sognefjord. Da poppa la vedo svanire all’orizzonte, dove le acque scure diventano un tutt’uno con le pareti del fiordo più lungo della Norvegia.

Da ore, ormai, il ferry sfregia il canyon marino che supera i 200 chilometri di lunghezza, e in alcuni tratti scende a 1308 metri sotto il livello del mare.

Lo scenario muta nel cielo basso, regalandomi colori alternati come la notte e il giorno. La costante è il vento forte che sembra volermi portare via dall’imbarcazione.

Ci sono salito presto stamane, dopo aver sfidato la lunga fila di passeggeri che con me si sono imbarcati dal molo di Bergen, la porta occidentale dei fiordi.

Entrato nel ventre del ferry, ho lasciato lo zaino su una delle comode poltrone, e sono salito in coperta per vivere nel mirino della macchina fotografica questi scenari unici.

Ho visto i riflessi delle case della città anseatica scivolare via nell’acqua e lasciare il posto a piccole abitazioni abbarbicate lungo la costa dove dabbasso galleggiano barche di pescatori.

Ho visto ponti in acciaio alzarsi nel cielo per attraversare il mare. E unire due sponde e antiche comunità convertite alla modernità della automobili.

Ho incrociato navi di grande stazza che trasportano ogni genere alimentare e contribuiscono alla crescita economica e al benessere dei norvegesi.

Uomini dalla grande storia e tradizioni marinare, solcano queste acque da secoli senza temerle, ma vivendole in un rispetto reciproco.

Sono ormai 150 anni che la compagnia di navigazione Fjord 1 Fylkesbaatane attraversa il Sognefjord, il secondo fiordo più lungo del mondo, dopo il Scoresby Sund in Groenlandia.

Prima dell’introduzione di ferry moderni e veloci – come quello su cui sono imbarcato – non bastava una giornata per raggiungere Bergen. Ricordi di giorni lontani in cui viaggiare era il senso della vita.

Oggi, invece, grazie a imbarcazioni ultramoderne dotate di tutti i comfort, si può raggiungere la città anseatica e tornare all’ultimo villaggio in meno di un giorno.

Ma il fascino che questo canyon marino, a metà tra l’oceano e il confine con la Svezia, regala a chi lo percorre è senza tempo.

Immortale dal giorno della creazione, quando il ghiaccio ha spaccato le alte montagne e si è sciolto nel mare, mischiano flutti e colori.

Gli stessi che alzando gli occhi al cielo vedo cadere dalla sommità in cascate imperiose dai milioni di spruzzi indaco.

Ancora qualche miglio e lo scenario muta: all’orizzonte intuisco il legno pregiato del villaggio di Balestrand, stagliarsi contro il verde delle montagne.

Il ferry è quasi arrivato al porto del paesino. Lì un altro traghetto mi aspetta per portarmi davanti alla maestà del Jostedal, la più grande calotta glaciale d’Europa.

Una nuova via, un nuovo fiordo per vivere la Norvegia.

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